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      <title><![CDATA[Africa Wild Truck]]></title>
      <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com]]></link>
      <description><![CDATA[Africa Wild Truck - Adventure & Photo Travel Tour Operator]]></description>
      <image>
       <url><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/common/img/africa_wild_truck.gif]]></url>
       <title><![CDATA[Africa Wild Truck]]></title>
       <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com]]></link>
      </image>
      <language><![CDATA[it-it]]></language>
      <pubDate><![CDATA[Sat, 04 Feb 2012 16:28:15 GMT+1]]></pubDate>
      <lastBuildDate><![CDATA[Sat, 04 Feb 2012 16:28:15 GMT+1]]></lastBuildDate>
      <docs><![CDATA[http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss]]></docs>
      <copyright><![CDATA[Copyright &copy; 2012 Africa Wild Truck Ltd - Adventure & Photo Travel Tour Operator]]></copyright>
      
	   	  
   	            <item>
          <title><![CDATA[...su Flickr!]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/301]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_747.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>:-) Dalla spedizione 01 alla spedizione 58...dal 2005 al 2012...no, non sono tutte le spedizioni di AfricaWildTruck di questi anni, su Flickr ne mancano diverse...ma sono un po' il nostro archivio e ogni tanto &egrave; bello andare a spulciare nelle vecchie foto!&nbsp; Non solo le spedizioni, anche le collaborazioni come <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157626850549398/">progetto YPP</a>, gli <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157627963443145/">Art safari</a>, il <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157624489270652/">progetto PAW</a>..le piante <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157625791538060/">indigene africane</a>, il nostro amore per <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157623918347041/">la birdlife</a>...e c'&egrave; anche una galleria dedicata al <a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/sets/72157627993663693/">truck</a>, per i pi&ugrave; curiosi...</p>
<p>Vi aspettiamo per condividere nuove immagini dall'Africa e per conoscerci un po' di pi&ugrave;, attraverso i nostri sguardi...</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/">http://www.flickr.com/photos/africawildtruck/</a></p>
<p>La fotogallery sul nostro sito:</p>
<p><a href="http://www.africawildtruck.com/it/fotogallery">http://www.africawildtruck.com/it/fotogallery</a></p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Sun, 29 Jan 2012 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/301]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Piove a Ilha de Moçambique. Di Francesca Guazzo]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/300]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_746.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>&nbsp;L&rsquo;acqua entra nelle crepe dei muri, penetra dai tetti, si infiltra nella pietra, disegna nuove linee sulle facciate che diventano memoria.</p>
<p>Tutto &egrave; racconto, tutto parla. Ilha si e ci racconta, sempre. I segni sulle pareti sono parte di un grande racconto. Un racconto che pu&ograve; essere tutto ed il suo contrario nello stesso tempo.</p>
<p>Piove sull&rsquo;isola non-isola, aggrappata alla terraferma da un lungo ponte. Sgretola le pietre, questa pioggia in mezzo all&rsquo;Oceano. Piove sui tetti di Ilha, dove non c&rsquo;&egrave; acqua. Piove nella fortezza di S. Sebastiao, dove&nbsp; un sistema di canali convoglia l&rsquo;acqua piovana in una grande cisterna. Piove al mercato del pesce, piove nelle vie strette della citt&agrave; macuti. Piove. Forse ho gi&agrave; letto di questa pioggia, forse sono gi&agrave; stata qui durante un temporale. Un deja vu.</p>
<p>Ilha &egrave; memoria.&nbsp;Fotografare e scrivere di Ilha &egrave; aggiungere memoria alla memoria.</p>
<p>Pedra e Cal / Macuti: due&nbsp; anime di una citt&agrave;? Forse due modi di vivere e concepire un&rsquo;esistenza su un&rsquo;isola dove il colonialismo con il Cristianesimo o l&rsquo;Islam, ha spinto gli africani a fare proprie culture lontane. Ilha, specchio del Mozambico. Ilha, l&rsquo;Africa.</p>
<p><em>&ldquo;Da lontano questa Ilha sembra piccola ma Ilha &egrave; grande.&#8232; Ha una lunga storia a partire dai suoi abitanti per arrivare ai suoi monumenti.&#8232; Non &egrave; possibile per noi raccontarvi tutto quello che sappiamo&#8232;. Ilha ha altri che allo stesso modo vogliono raccontarvi&#8232;. Se volete ascoltare la storia resterete per molto tempo a Ilha.&#8232; Cos&igrave; vi sar&agrave; mostrata la strada che non avete ancora visto&rdquo;.</em></p>
<p><em>Canzone popolare, &#8232;versi liberi di Nelson Saute e Antonio Sopa, &#8232;tratto da Mozambico, di Francesca Guazzo, Stefano Pesarelli e Gianni Bauce, Ed. Polaris.</em></p>
<p>A volte Ilha &egrave; bugiarda, si dipinge per come non &egrave;. Da anni la amo anche per questo.</p>
<div style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 5px; padding-right: 5px; padding-bottom: 5px; padding-left: 5px; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: rgb(255, 255, 255); font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; color: rgb(74, 69, 48); text-align: left; ">
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; color: rgb(74, 69, 48); text-align: left; ">Francesca Guazzo</p>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; color: rgb(74, 69, 48); text-align: left; "><a style="color: rgb(242, 79, 15) !important; text-decoration: none; " href="http://www.francescaguazzo.com">http://www.francescaguazzo.com</a></p>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; color: rgb(74, 69, 48); text-align: left; "><a style="color: rgb(242, 79, 15) !important; text-decoration: none; " href="http://www.africawildtruck.com/it/chi_siamo/africa_wild_truck">CHI SIAMO</a></p>
</div>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Mon, 09 Jan 2012 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/300]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[The hunt di Stefano Pesarelli: menzione d'onore al National Geographic Contest 2011, sezione Natura.]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/297]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_745.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>E' con grande gioia che condividiamo la notizia che <strong>il fotografo Stefano Pesarelli </strong>&egrave; tra i 17 vincitori del prestigioso<strong> National Geographic USA Photo Contest 2011</strong>, unico italiano nella <strong>sezione Natura.</strong></p>
<p>In allegato l'immagine vincitrice, <strong>&quot;The Hunt&quot;</strong>, scattata da Stefano Pesarelli in Kenya, nel Masai Mara national reserve.</p>
<p><strong>Nel 2011</strong> questa immagine di caccia <strong>&egrave; stata in finale</strong> in concorsi di altissimo livello come il BBC Wildlife photographer of the year 2011 Veolia, Nature Best's Photo Contest USA e Travel Photographer of the Year.</p>
<p><strong>Menzione d'onore</strong><strong>, categoria Natura</strong><br />
Fotografia e didascalia di Stefano Pesarelli<br />
<br />
<em>Credo  che la fotografia, oltre la rappresentazione formale della realt&agrave;  mediata dalla strumentazione tecnica, sia fatta di intuizioni.<br />
Questa  foto scattata con l'effetto panning nella Riserva del Masai Mara in  Kenya, privata di tutti gli aspetti superflui, con il grande felino in  perfetta simmetria con l'impala, porta lo spettatore dentro la&nbsp; caccia,  senza distrazioni.</em><br />
&copy;Stefano Pesarelli</p>
<p><br />
Ecco le immagini della sezione<strong> Natura del National Geographic</strong>:<br />
<a href="http:// http://ngm.nationalgeographic.com/ngm/photo-contest/2011/entries/gallery/nature-winners/#/4"><br />
http://ngm.nationalgeographic.com/ngm/photo-contest/2011/entries/gallery/nature-winners/#/4</a><br />
<br />
Qui tutti i vincitori sul<strong> sito National Geographic in italiano</strong>:<br />
<a href="http://www.nationalgeographic.it/fotografia/2011/12/20/foto/vincitori_foto_concorso_internazionale_national_geographic-750241/13/">http://www.nationalgeographic.it/fotografia/2011/12/20/foto/vincitori_foto_concorso_internazionale_national_geographic-750241/13/</a><br />
<br />
Ovviamente sentitevi liberi di <strong>condividere la notizia </strong>e se desiderate <strong>scrivere a Stefano</strong> siete i benvenuti ... qualcuno ha gi&agrave; iniziato a chiedergli una stampa <strong>Fine Art</strong> dell'immagine! <a href="mailto:info@stefanopesarelli.com"><strong>info@stefanopesarelli.com</strong></a></p>
<p>Qui il suo sito di fotografia: <a href="http://www.stefanopesarelli.com"><strong>www.stefanopesarelli.com</strong></a></p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Wed, 21 Dec 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/297]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[TALK4CHANGE. Riflessioni sulla fotografia e impegno sociale con Stefano Pesarelli. Di Antonio Amendola.]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/296]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_741.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p><em>&quot;Conoscere <strong>Stefano Pesarelli </strong>&egrave;  stata una di quelle coincidenze che capitano poche volte nella vita. O  meglio, capitano se le fai capitare. O, ancora meglio, capitano (eccome  se capitano) perch&eacute; &ndash; come si dice &ndash; &ldquo;simili con simili&rdquo;. Ci unisce la  passione per i viaggi, l&rsquo;amore per l&rsquo;Oriente e per l&rsquo;Africa, il fascino  per il moderno e veloce unito al lento e pigro. Ed entrambi abbiamo  recentemente intrapreso un particolare approfondimento sui temi della  fotografia ed impegno sociale.<br />
Devo dire che sto imparando tanto da Stefano e considerarlo membro di Shoot4Change &egrave; non solo un onore ma uno stimolo.<br />
Per chi ancora non lo conoscesse, Stefano Pesarelli &egrave; un appassionato  viaggiatore, scrittore e fotografo che vent&rsquo;anni fa, con lo zaino in  spalla, dopo diversi viaggi in Oriente, ha incontrato l&rsquo;amore per  l&rsquo;Africa: da allora il suo desiderio di conoscenza non lo abbandona mai.  Dopo aver realizzato una Transafrica in solitaria con la sua Fiat  Campagnola da Torino al Mozambico, crea, a fine 2004, <a href="http://www.africawildtruck.com/"><strong>AfricaWildTruck</strong></a>  , Tour Operator con base in Malawi in cui unisce la sua filosofia di  viaggio e la passione per la fotografia in spedizioni a bordo di un  truck modificato e attrezzato per garantire la massima affidabilit&agrave; in  viaggio.<br />
Specializzato in safari fotografici e workshop di reportage, ha  accompagnato fotografi di fama internazionale nella natura pi&ugrave;  incontaminata e nella vita africana pi&ugrave; inconsueta: ad oggi ha percorso  quattro volte il giro della terra in questo Continente.<br />
E&rsquo; iscritto come fotografo professionista al FIOF ed ha ottenuto il QIP  Qualified Italian Photographer; diverse sue immagini hanno raggiunto  alti livelli in Contest internazionali come il Black and White Spider ed  il PX3; ha esposto in diverse citt&agrave; italiane ed estere ed ha pubblicato  i suoi reportage su magazine importanti come Witness Journal, Nigrizia,  Africa, Repubblica.it o Lastampa.it.<br />
<br />
La sue fotografie dall&rsquo;Africa sono un racconto mai banale attraverso  l&rsquo;uso di mezzi differenti, dalla classica reflex, alle vecchie Polaroid,<strong>  all&rsquo;iPhone: uno dei progetti pi&ugrave; interessanti e seguiti a cui lavora &egrave;  certamente Africa through iPhone (anche recentemente esposto nell&rsquo;ambito  della mostra collettiva di S4C, 100click4change a Roma), una raccolta  di immagini in divenire scattate e processate con un iPhone.</strong><br />
<br />
E&rsquo; tutor e contributor per la Manfrotto School of Xcellence e membro di  OASIS Photographer. Autore di guide per viaggiare &egrave; impegnato in  numerosi progetti sociali e di conservazione del territorio, portando  alto il lavoro di diverse ONG internazionali. <strong>Vive in safari,  spesso immerso nel bush, ma &egrave; una fabbrica di idee; a dimostrazione del  fatto che non occorre fare troppa strada per raccontare delle storie  molti dei suoi pi&ugrave; interessanti reportage sono stati realizzati dietro  casa, a Lilongwe.</strong><br />
</em><br />
<em>Il suo sito personale &egrave; </em><a href="http://www.stefanopesarelli.com"><em><strong>www.stefanopesarelli.com</strong></em></a><br />
<em>E questa &egrave; una recente chiacchierata tra skype, email, facebook&hellip;<br />
</em><br />
<strong>Antonio Amendola</strong> (<strong>Shoot4Change</strong>:<a href="http://www.shoot4change.net/"><strong> http://www.shoot4change.net/</strong></a>)<br />
<br />
&mdash;&mdash;<br />
<br />
<strong>AA: </strong>Stefano, tanto per rompere il ghiaccio&hellip;.Chi sei, cosa fai, da dove vieni, dove vai<br />
<br />
<strong>SP:</strong> Questa non &egrave; facile. Ci provo.<br />
<br />
Se siamo quello che facciamo allora sono un viaggiatore poi fotografo e  autore di guide per viaggiare. Molti mi conoscono per il mio famoso  truck arancione, specializzato in workshop e spedizioni fotografiche di  natura e di reportage (http://www.africawildtruck.com). Gli amici spero  mi ricordino in partenza con una vecchia Fiat Campagnola con cui ho  fatto una transafrica nel 2004.<br />
<br />
Vivo in Africa da una decina di anni, ho una attivit&agrave; legata al turismo,  ma non mi piace definirla cos&igrave;, o meglio cerco di essere critico sulla  parola turismo.<br />
<br />
Credo che un viaggiatore possa portare a casa qualcosa di pi&ugrave; che un  ricordo o belle emozioni o un bello scatto: sarebbe bello se lasciasse  anche qualcosa&hellip;non solo aver contribuito all&rsquo;economia, parlo di un  impegno diverso&hellip;una consapevolezza maggiore, un&rsquo;immagine mentale non  stereotipata dell&rsquo;Africa, un rispetto pi&ugrave; alto.<br />
<br />
Anche per questo ho iniziato a collaborare con diverse ONG  internazionali e credo di aver scattato i reportage pi&ugrave; interessanti  proprio dietro casa, a Lilongwe.<br />
<br />
<strong>AA:</strong> Perch&eacute; e come la scelta della vita in Africa.<br />
<strong><br />
SP:</strong> Sono approdato in Africa dopo molto &ldquo;Oriente&rdquo; ed un po&rsquo; di  Sudamerica, diciamo cos&igrave;. Non avevo alcun interesse per l&rsquo;Africa,  pensavo che non ci avrei trovato nulla di speciale&hellip;chiss&agrave; perch&egrave;. Poi,  come spesso accade, un tuo amico ti convince. Forse &egrave; stato un colpo di  fulmine, ma da allora si pu&ograve; dire che non ho pi&ugrave; smesso di respirarla.  Per me non esiste il gettonato &ldquo;mal d&rsquo;Africa&rdquo; e sinceramente sono anche  stufo di sentirne parlare, spesso a sproposito. Penso che nella vita  bisognerebe cercarsi un luogo in cui vivere, a volte pu&ograve; coincidere con  il luogo in cui si nasce, altre no.<br />
<br />
<br />
Vivere in Africa modifica un po&rsquo; la tua scala di valori o se non altro  la mette in discussione. Trascorro la maggior parte del tempo  viaggiando, fotografando e scrivendo e dedico molto tempo al ritorno  negli stessi luoghi. Qualcuno mi chiede se non &egrave; noioso vedere sempre le  stesse cose&hellip;ecco, io non vedo mai le stesse cose, anzi. Io vedo i  cambiamenti dell&rsquo;Africa, mi piace vedere le stagioni, mi piace questo  continente perch&egrave; &egrave; vivo. La gente vuole cambiare e rincorre forse  sbagliando il sogno occidentale. La mia base &egrave; in Malawi, un paese che  adoro per la sua gente e per la sua bellezza e che ha adottato me e mia  moglie (N.d.A. detto tra parentesi, Francesca Guazzo, anche lei ottima  fotografa e membro di S4C). Forse &egrave; stato il Malawi a scegliere noi.<br />
<br />
<strong>AA: </strong>Hai cercato tu la fotografia o ti ci sei imbattuto per caso?<br />
<br />
<strong>SP: </strong>Come dice uno dei fotografi pi&ugrave; importanti del nostro secolo, Ferdinando Scianna, &ldquo;le fotografie si ricevono&rdquo;.<br />
<br />
La fotografia &egrave; sempre stata intorno a me, ma ad un certo punto della  mia vita, mentre guardavo, ho iniziato a vedere. Non solo affascinanti  scenari dei luoghi in cui vivo, in cui viaggio, ma tutto d&rsquo;un tratto  luce, linee, sfondi, piani, colori. Mi si &egrave; aperto un mondo incredibile e  gli occhi hanno iniziato a &ldquo;drogarsi&rdquo; di estetica, continuit&agrave;  cromatica, sfondi originali.<br />
<br />
A volte ricerco la fotografia dove riesco a vedere che c&rsquo;&egrave; uno scatto.  Altre volte lo scatto mi si presenta davanti, si materializza senza che  io faccia nulla, senza che cerchi la posizione migliore, &egrave; l&igrave; davanti a  me, gi&agrave; composto, lo ricevo, devo solo fare click.<br />
<br />
Ogni volta che vedo uno scatto &egrave; un eccitazione continua, molte volte  non ho nemmeno la macchina fotografica, ma so che ho scattato  virtualmente. Penso alla composizione, ai tempi ai diaframmi, al  risultato senza fotocamera e scatto nella mia testa.<br />
<br />
<strong>AA: </strong>Prima una storia o una foto?<br />
<br />
<strong>SP: </strong>Grazie per questa domanda. Prima di tutto la storia, prima di tutto  il racconto, la fotografia &egrave; per molti versi &ldquo;la didascalia del  racconto&rdquo;. Sembra un controsenso, ma una bella foto senza una storia  dietro rimane solo una bella foto, un esercizio estetico. Le due cose,  storia e fotografia, si compenetrano. A volte si compenetrano in modo  perfetto: l&igrave; hai qualcosa di eccellente. Penso che la finalit&agrave; di una  fotografia debba superare la perfezione di un ottimo scatto per mirare  pi&ugrave; in alto e raggiungere degli obiettivi.<br />
<br />
In questi anni ho imparato che il pi&ugrave; delle volte le storie da  raccontare sono proprio sotto i nostri occhi, nel nostro quotidiano.<br />
<br />
E&rsquo; proprio quando si inizia a guardare questo quotidiano con occhi  distaccati e nuovi che si fa quello scatto che racconta e che fa la  differenza. Occorre tempo, per conoscere bene la realt&agrave; che ci circonda,  accompagnato da un pizzico di senso di straniamento che fa s&igrave; che la  realt&agrave; ci sia pi&ugrave; chiara e nitida. Questo &egrave; quello che mi &egrave; successo in  Africa con lo scatto di Annette.<br />
<br />
<strong>AA: </strong>Cosa &egrave; Africa through iPhone e come &egrave; cambiato il tuo storytelling<br />
<br />
<strong>SP: </strong>Africa through iPhone nasce due anni fa, nel momento in cui  l&rsquo;impatto delle nuove tecnologie e dei social network sulla fotografia  mi permise di iniziare a raccontare l&rsquo;Africa nel quotidiano, live.<br />
<br />
La connessione internet in Africa ha fatto passi da gigante e questo  consente a una comunit&agrave; virtuale di condividere l&rsquo;esperienza nel momento  stesso in cui questa avviene. I contatti su Facebook o Twitter possono  commentare immagini e testi, farli circolare a loro volta, suggerire in  tempo reale i passi successivi.<br />
<br />
<strong>&ldquo;Africa through iPhone&rdquo;</strong> &egrave; ormai un progetto fotografico ampio che si  propone di far amalgamare la realt&agrave; e le storie di un Continente con un  nuovo linguaggio fotografico per creare delle immagini palpabili e  comunicanti.<br />
<br />
Sono cartoline dall&rsquo;Africa in tempo reale con un &lsquo;semplice&rsquo; cellulare,  che prima ancora di essere pratica fotografica, &egrave; soprattutto un modo di  approcciarsi ai luoghi e alle persone che li abitano; un modo discreto e  rispettoso, quasi in punta di piedi, in sintonia con le dimensioni  della fotocamera, cos&igrave; lontana dall&rsquo;invasivit&agrave; di fotocamere ed  obiettivi da caccia fotografica.<br />
<br />
Sotto ogni immagine c&rsquo;&egrave; una didascalia che racconta qualcosa del  soggetto o della foto. Sono sicuro che la didascalia faccia la  differenza su certe immagini di reportage, quindi torniamo a dire la  stessa cosa: prima la storia. Ogni volta che scatto penso che la stessa  immagine verr&agrave; letta in modi diversi a seconda del background culturale  di chi la guarda. E&rsquo; un argomento interessante, ampio, complesso; credo  che solo dando il tempo alla conoscenza dell&rsquo;argomento del progetto  fotografico che si ha in mente possa uscirne qualcosa di buono.<br />
<br />
Non uso l&rsquo;iPhone perch&egrave; &egrave; pi&ugrave; veloce fare una foto: uso l&rsquo;iPhone perch&egrave; &egrave; uno strumento per un progetto.<br />
<br />
<strong>AA: </strong>Fotografia e impegno sociale&hellip;.<br />
<br />
<strong>SP:</strong> Questa immagine scattata pi&ugrave; di un anno fa, con un iPhone, in un  villaggio del Malawi &egrave; tra le vincitrici di un concorso internazionale:  CreativeHive. Sar&agrave; esposta a Londra, presso The Gallery on the Corner, a  Battersea Park, dal 29 novembre al 3 dicembre e successivamente messa  all&rsquo;asta il 2 dicembre per una raccolta fondi in favore di Kids Company,  un&rsquo;associazione umanitaria che si ocupa di fornire un supporto  educativo ai bambini pi&ugrave; vulnerabili della citt&agrave; di Londra.<br />
<br />
Questo recente riconoscimento e l&rsquo;essere membro di Shoot 4 Change, mi ha  offerto la possibilit&agrave; di riflettere sulla fotografia e sull&rsquo;impegno  sociale.<br />
<br />
Il mio iPhone mi segue ovunque, mi ha permesso di raccontare storie  durante la mia vita in Africa, mi ha concesso di scattare senza essere  considerato un fotoreporter e di comunicare con il resto del mondo  attraverso i social network.<br />
<br />
Uno scatto con uno smartphone &egrave; alla portata di tutti, i recenti  avvenimenti in nord Africa lo hanno dimostrato, fare l&rsquo;upload tra i  propri contatti facebook, twitter o google+ altrettanto semplice, ma  quanti di noi hanno mai pensato che una propria fotografia possa dare un  contributo per cambiare le cose?<br />
<br />
Questo &egrave; un lato molto interessante a cui un&rsquo;immagine pu&ograve; e forse dovrebbe aspirare: <strong>l&rsquo;impegno sociale.</strong><br />
<br />
Non solo raccontare una storia per portarla alla conoscenza dei fatti,  la denuncia sociale, ma impegnarsi anche perch&egrave; questa possa portare  benefici laddove, solo poco tempo fa erano impensabili.<br />
Uno scatto fatto in Malawi vince un contest inglese per raccogliere  fondi per i bambini disagiati che vivono a Londra. Sembra un  cortocircuito, in un mondo abituato ad aiutare l&rsquo;Africa, ad un certo  punto una fotografia fatta in Africa aiuta dei bambini che vivono nel  vecchio mondo.<br />
<br />
Riflettiamoci!</p>
<p>Intervista pubblicata su <a href="http://www.shoot4change.net/?p=7105">SHOOT4CHANGE </a>, il 10 dicembre 2011.</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Tue, 20 Dec 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/296]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Looking for Hope. Note dal workshop con Edoardo. di Francesca Guazzo]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/295]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_733.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>Looking for Hope. Note dal workshop con Edoardo.</p>
<p>di Francesca Guazzo.<br />
<br />
Quando termina un workshop di fotografia come<a href="http://www.africawildtruck.com/it/spedizioni/spedizione_61___workshop_di_fotografia_di_reportage_in_zambia_con_edoardo_agresti"> quest'ultimo insieme ad Edoardo Agresti,</a>  il sesto insieme, si crea in effetti un senso di vuoto, che nasce forse  dalla consapevolezza che nei giorni successivi questa atmosfera in  parte svanir&agrave;.<br />
<br />
L'atmosfera che si &egrave; creata &egrave; unica, questo naturalmente come in ogni  viaggio, ma questa volta &egrave; stata un tutt'uno con il mondo della  fotografia. E' stato un workshop particolare, perch&eacute; oltre alla presenza  di <a href="http://www.edoardoagresti.it">Edoardo Agresti</a> che ovviamente resta un punto di riferimento fondamentale,  abbiamo avuto in viaggio, in un unico viaggio, i tre finalisti ad un  Contest internazionale come il travel Photographer of the Year tra cui  appunto <a href="http://www.africawildtruck.com/it/chi_siamo/africa_wild_truck">Stefano Pesarelli,</a> Edgard de Bono, vincitore della categoria &quot;<a href="http://www.tpoty.com/winners#">New talent</a>&quot; e tra l'altro, del <a href="http://www.polarisphotocontest.it">Polaris Photo Contest 2010</a> e quindi di questo workshop che &egrave; il primo premio nella sezione Popoli.<br />
<br />
Abbiamo parlato molto anche dell'importanza dei concorsi, della voglia  che muove e motiva con forza tanti fotografi a misurarsi attraverso i  contest e&nbsp; della crescita che ne deriva in alcuni.<br />
<br />
Attraverso la lettura delle immagini si &egrave; discusso molto dell'importanza  del racconto; si sono visti filmati, letti libri e le parole di  Scianna, Gardin e Jodice rieccheggeranno nelle nostre menti per mesi e  mesi, per sedimentarsi e per aprirci nuove prospettive.<br />
<br />
Le sorprese sono state numerose, non solo perch&eacute; in effetti il vivere  qui fa s&igrave; che per noi passare da una situazione ad un'altra avvenga in  modo naturale e partecipare alla stagionale raccolta di patate, ad un  viaggio in treno sulla linea TAZARA o ancora ad un funerale bemba sia  avvenuto con la semplicit&agrave; e la genuinit&agrave; necessarie. Si &egrave; parlato anche  tanto di &quot;Africa&quot; e di problematiche, senza la presunzione di dare  risposte o di incasellare idee.<br />
<br />
Anzi, forse si &egrave; fatto il lavoro opposto, visitando la storia della  &quot;house&quot; di Shiwa Ngandu, incontrando i discendenti di Sir Stewart  Gore-Brown, ascoltando con interesse le storie di chi &egrave; nato qui.<br />
<br />
Sorprese, tante sorprese.&nbsp; Perch&eacute; un vero viaggio &egrave; apprezzare ci&ograve; che  regala ogni giorno, dalle nuvole cariche della stagione delle piogge  alle valigie cariche di chi sale sulla linea TAZARA, ai caff&egrave; e pause  che ci siamo presi sulla strada, al racconto fotografico di Edoardo di  50 minuti a Mununga, alle terme sul bacino del Congo, alla storia della  famiglia che vive nella Shiwa Ngandu reserve, alle urla disperate di chi  ha perso una nonna centenaria, punto di riferimento nel villaggio, a  quell'ospedale di Serenje che sembra cos&igrave; lontano dalla speranza, mentre  a pochi metri sorge un orfanotrofio chiamato <em>Hope</em><strong>.</strong><br />
&quot;We are looking for <em>Hope</em>&quot;. E' stato strano fermarsi ai canti di  preparazione per la messa della domenica e con queste voci potenti in  sottofondo chiedere &quot;Where is <em>Hope</em>?&quot;.<br />
Come spesso accade le parole si intrecciano con la fotografia ed il  racconto si arricchisce di suggestioni e riflessioni cosicch&eacute; i due  linguaggi si compenetrano e si completano. <br />
<br />
Una nuova sfida fotografica insieme ad Edoardo ed alla sua Nikon school  Travel ci attende ad aprile con l'idea di trascorrere nella &quot;nostra&quot;  <strong>Ilha de Mozambique</strong>, l'isola da cui tante idee sono nate, alcuni giorni  creativi in cui ogni partecipante si concentrer&agrave; su un tema, sempre seguendo la nostra<a href="http://www.africawildtruck.com/it/chi_siamo/filosofia_di_viaggio"> filosofia di viaggio</a>.<br />
<br />
Un'isola che ha fatto s&igrave; che molte cose fossero possibili, come la  Transafrica del 2004, la mia tesi di laurea, un embrione di&nbsp;  AfricaWildTruck e paradossalmente anche la collaborazione con Edoardo.<br />
<br />
Un' isola non-isola, da cui la storia del Mozambico &egrave; cresciuta ed in cui il tema del doppio so gi&agrave; mi coinvolger&agrave; come non mai.<br />
<br />
Vi aspettiamo quindi al <strong>prossimo workshop</strong>, <strong>21 aprile - 1 maggio, in Mozambico</strong> a cui parteciper&agrave; quindi il vincitore del Polaris Contest 2011 che verr&agrave; proclamato tra pochissimi giorni.</p>
<p>Grazie&nbsp; per il vostro alto interesse e per seguirci sulla nostra <a href="http://www.facebook.com/africawildtruck">pagina Facebook </a>come sempre in diretta dall'Africa.<br />
<br />
Ecco il link al prossimo workshop, sono gi&agrave; aperte le preiscrizioni.</p>
<p><a href="http://www.africawildtruck.com/it/spedizioni/spedizione_64___workshop_reportage_ilha_de_moambique_con_edoardo_agresti">http://www.africawildtruck.com/it/spedizioni/spedizione_64___workshop_reportage_ilha_de_moambique_con_edoardo_agresti<br />
</a><br />
Qualche iPhoneografia in viaggio qui sotto!</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Fri, 16 Dec 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/295]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Con i nostri complimenti]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/294]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_732.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p><font color="#424242">Siamo Lieti di collaborare da tempo con &nbsp;fotografi di eccellenza che di recente hanno raggiunto altissimi livelli.</font> <font color="#424242"><span><a href="../../../../../it/spedizioni/workshop_fotografici_di_reportage"><font color="#ff7123">Edoardo Agresti</font></a>, <a href="../../../../../it/spedizioni/workshop_di_fotografia_naturalistica"><font color="#ff7123">Federico Veronesi</font></a> e <a href="../../../../../it/spedizioni/spedizione_60___workshop_di_fotografia_naturalistica_con_marcello_libra"><font color="#ff7123">Marcello Libra</font></a>&nbsp;oltre    ad essere cari amici, sono vincitori di premi prestigiosi e autori di    libri che con le loro immagini ci hanno trascinato in realt&agrave; lontane.   La  foto vincitrice del&nbsp;<font color="#ff7123"><a href="http://www.nationalgeographic.it/fotografia/2011/10/28/foto/concorso_2011_le_foto_vincenti-611490/1/"><font color="#ff7123">National Geographic Italia 2011&nbsp;</font></a>&nbsp;</font>di Edoardo Agresti ci porta in India; lo scatto di Federico Veronesi dei bufali in lotta vincitore del Grand Prize 2011&nbsp;<a href="http://www.naturesbestphotography.com/gallery_wsr_2011.php/"><font color="#ff7123">Nature&rsquo;s Best Windland </font></a>&nbsp;&egrave; scattata in Kenya &nbsp;e le immagini di Marcello Libra nel suo incantevole <a href="http://www.natureandwildlife.it/publications.php"><font color="#ff7123">&ldquo;I colori del bianco&rdquo; </font></a>&nbsp;ci portano lontano nei paesi freddi tra Giappone, USA, Europa e Alaska.</span></font></p>
<p><font color="#424242"><span>Vogliamo   rinnovare loro i nostri pi&ugrave;  sentiti complimenti e ringranziarli per il   loro contributo, per averci  aiutato attraverso i workshop, le serate   attorno al fuoco, le sveglie  all'alba e gli scambi di opinione, a   crescere fotograficamente.</span></font></p>
<div><font color="#424242">Appuntamento con Edoardo per il sesto workshop <a href="../../../../../it/spedizioni/spedizione_61___workshop_di_fotografia_di_reportage_in_zambia_con_edoardo_agresti"><font color="#ff7123">Nikon School Travel</font></a> tra pochi giorni e appuntamento con Federico e Marcello per la programmazione 2012.</font></div>
<div><font color="#424242">Restate in contatto, seguiteci come sempre numerosi!</font></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><span>Edoardo Agresti:&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.edoardoagresti.it/"><strong><u><span>http://www.edoardoagresti.it</span></u></strong></a></span></strong></div>
<div><strong><br type="_moz" />
</strong></div>
<div><strong>Marcello Libra:</strong> <strong><a href="http://www.natureandwildlife.it/">www.natureandwildlife.it/</a></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><strong><span>Federico Veronesi: <a href="http://www.federicoveronesi.com/"><span>http://www.federicoveronesi.com/</span></a></span></strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Cogliamo l'occasione per suggerirvi la mostra che si inaugura questa sera 1&deg; Dicembre 2011 a Milano, <strong>I colori del Bianco</strong> di Marcello Libra presso il <a href="http://www.comune.milano.it/WebCity/Documenti.nsf/WEBAll/E536B0C38CA857E2C1257958004AA394?opendocument">Museo di Storia naturale. </a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Aperta fino al 15 di gennaio 2012</div>
<div>ingresso gratuito</div>
<p><br />
Museo di Storia Naturale, Aula Magna<br />
corso Venezia, 55 - Milano<br />
da venerd&igrave; 2 dicembre 2011 a domenica 15 gennaio<br />
2012, chiuso il luned&igrave;<br />
ingresso gratuito<br />
ore 9.00-17.30 (ultimo ingresso ore 17.00)</p>
<div><em>Luoghi remoti, silenziosi, cristallizzati dal loro stesso gelo&hellip;  Distese candide, immacolate, eternamente e uniformemente bianche  racchiudono in realt&agrave; un universo selvaggio, vivo, dalla bellezza  sconvolgente.<br />
Questo ritraggono le immagini scattate dal fotografo Marcello Libra nel  corso di una decennale carriera e in mostra a partire dal 2 Dicembre  2011 fino al 15 Gennaio 2012 nelle sale del Museo Civico di Storia  Naturale di Milano.<br />
Guardare questo freddo mondo attraverso gli occhi di un fotografo  significa infrangere la lastra di ghiaccio che ne ricopre abitualmente  le sembianze per riuscire a intravederne un volto pi&ugrave; intenso, a tratti  poetico e commovente, a tratti spietato e crudele, ma da conoscere in  tutte le sue sfumature e da proteggere prima che il bianco, con tutti i  colori in esso racchiusi, si spenga per sempre.</em></div>
<p><em>All'inaugurazione della mostra (Giovedi' 1 Dicembre 2011 ore 18,30) interverranno, oltre a Marcello Libra (autore delle foto):<br />
+ Nicoletta Salvatori, gi&agrave; editor in chief della riviste Airone e  Tuttoturismo, ora caporedattore della rivista bimestrale, Arte Navale;<br />
+ Aldo Scaiano, viaggiatore, ricercatore e fondatore dell'associazione Circolo Polare;<br />
+ Mario Verin, fotografo e alpinista (Accademico del Cai) specializzato in reportage geografici, naturalistici e archeologici.</em></p>
<p>Informazioni:<br />
02-884.63.337<br />
(lun-ven 9.30-13.00, 14.00-16.30; sab-dom 9.30-13.00, 14.00-17.30)</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Thu, 01 Dec 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/294]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Schizzi d Africa: un libro dalla prima spedizione.]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/293]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_731.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p><em>&ldquo;&Egrave; un&rsquo; Africa che nasce dallo stupore, quella raccontata da Giorgio Enrico-Bena. Un&rsquo;Africa leggera, come il tratto dei suoi disegni. Giorgio &egrave; prima di tutto un pittore, uno abituato a tracciare linee sottili, per accennare contorni di forme, senza per forza sviscerarle. Utilizza la penna un po&rsquo; come usa il pennello, dando cenni, qui e l&agrave;, che messi assieme fanno una figura. Non a caso ha intitolato &ldquo;schizzi&rdquo; questa sua raccolta: questo sono. L&rsquo;autore non ha la pretesa di spiegarci la/le Afriche, ma soltanto di raccontarci emozioni e incontri vissuti lungo le piste di quel continente. Lo fa intrecciando parole e immagini, appoggiando le prime sulle seconde, cosicch&eacute; i racconti diventano una sorta di lunghe didascalie dei disegni che ci accompagnano lungo il suo viaggio&rdquo;.</em><br />
<br />
(dalla prefazione di Marco Aime)<br />
<strong><br />
Quella prima spedizione</strong>, di Francesca Guazzo.<br />
<br />
I disegni e i racconti di Giorgio Enrico Bena mi riportano indietro nel tempo in quella traversata tra Tanzania e Malawi, nell&rsquo;agosto 2005, alla Spedizione numero 1 di Africa Wild Truck. Un itinerario concepito come il succo di una variet&agrave; di suggestioni grandi, nato dopo tante avventure e chilometri percorsi zaino in spalla. Un viaggio che, da quel punto in avanti, iniziammo a chiamare &ldquo;spedizione&rdquo;, parola che allude alle grandi esplorazioni e che fa riferimento allo spirito di avventura e di scoperta di luoghi selvaggi, alla capacit&agrave; di adattamento necessaria e alla voglia di condividere con i compagni di viaggio questa esperienza. Forse un po&rsquo; per vezzo, forse per alimentare la speranza, includemmo anche il numero 1, come a sognarne tante altre ... e cos&igrave; &egrave; stato.<br />
<a href="http://www.africawildtruck.com/it/spedizioni/archivio">La spedizione numero 1</a>: un truck carico di amici con cui decidemmo di vivere giorni intensi in luoghi che, un po&rsquo; come noi, sono cambiati e cambiano ancora; un viaggio nato dal desiderio di trasportare la<a href="http://www.africawildtruck.com/it/chi_siamo/filosofia_di_viaggio"> filosofia di viaggio</a> che ci ha sempre ispirato ed allargarla a tutte le persone che, curiose ed appassionate, desiderano aprirsi ad un viaggio lontano per distanze, ma vicino, come spesso accade, per sentimenti.<br />
Dall&rsquo;Oceano Indiano, con i suoi dhow lontani e lenti all&rsquo;orizzonte, all&rsquo;immensit&agrave; dei parchi africani come il Ruaha, cullati dal vento caldo della notte, potevamo ascoltare i leoni accoppiarsi nel buio tenebroso di fronte a noi. Come lanterne, i nostri piccoli e silenziosi sguardi attorno ad un fuoco che non si &egrave; mai spento erano l&igrave;, di fronte a panorami senza fine, sul tetto del mondo del parco del Nyika nel nord del Malawi fino a raggiungere le coste di questo grande lago che scandisce la vita di migliaia di pescatori. Sento ancora le risate dei miei amici imparando il gioco del bao o nello scherzo dell&rsquo;avvistamento di un leopardo, come vedo le nostre bocche aperte campeggiando sotto le stelle, sotto l&rsquo;infinito.<br />
Emozioni grandi, amplificate dall&rsquo;idea della &ldquo;prima volta&rdquo; con questo grande camion arancione, nel cuore dell&rsquo;Africa, in un mix di culture swahili e chewa, tra i mercati, i colori forti dell&rsquo;equatore, i profumi della natura selvaggia e le leggende o storie che hanno alimentato la nostra fantasia.<br />
In viaggio ogni giorno &egrave; speciale ed ogni attimo &egrave; stato colto da Giorgio Enrico Bena come unico ed irripetibile; rileggendo alcuni passi del racconto ho ritrovato particolari che l&rsquo;hanno reso cos&igrave; speciale a cui forse non avevamo fatto caso, trascinata dall&rsquo;entusiasmo del momento.<br />
Desidero ringraziarlo per aver riportato alla luce, attraverso questo libro, emozioni sepolte insieme alla visione di quel pezzetto d&rsquo;Africa in parte un po&rsquo; perduto: importanti spinte economiche stanno creando citt&agrave; sempre pi&ugrave; globalizzate dai grandi centri commerciali; i villaggi sperduti sono pi&ugrave; vicini, grazie ad internet; vecchio e nuovo convivono in un contrasto sempre pi&ugrave; forte. Spero che i futuri viaggiatori abbiano voglia di uscire dagli stereotipi ed amare anche questi grandi cambiamenti.<br />
<strong><br />
Schizzi d'Africa,</strong> di Giorgio Enrico Bena, Neos Edizioni,<a href="http://www.neosedizioni.it/?page_id=6&amp;category=1&amp;product_id=258"> acquista on line.</a></p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Tue, 29 Nov 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/293]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Disegnando un viaggio: l'Africa di Edoardo.]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/292]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_727.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>C'&egrave; tutto il succo della spedizione 56 nel <strong>diario di Edoardo</strong> in pieno stile <em>Art safari:</em> la scoperta, i colori, i profumi, le emozioni dei safari, i dettagli che rendono unico un viaggio, le case di mattoni di fango, la musica, le serate e gli scherzi, l'arcobaleno sulle cascate. E' stata proprio cos&igrave;, la nostra spedizione 56. <br />
<br />
C&rsquo;&egrave; per&ograve; qualcosa di pi&ugrave;. Noi crediamo che il diario di Edoardo sia una lezione per tutti noi. Sfogliatelo attentamente, ci troverete <strong>la bellezza delle piccole cose</strong>. Ci troverete barriere abbattute sui preconcetti che impediscono a molti di viaggiare con i ragazzi. Ci troverete un po&rsquo; di Edoardo, ma ci troverete tante altre cose.</p>
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<div style="width: 420px; text-align: left;"><a href="http://issuu.com/africawildtruck/docs/diario_di_edoardo_in_zambia__spedizione_56/8?mode=window&amp;printButtonEnabled=false&amp;backgroundColor=%23222222" target="_blank">Open publication</a></div>
</div>
<p>E come recita il suo finale&hellip;&quot;arrivederci al prossimo anno!&quot;</p>
<p>&nbsp;</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Sat, 26 Nov 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/292]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[London Exhibition: 29 Nov - 3 Dec]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/291]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_726.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>So che vi ricordate e che seguite<b>&nbsp;</b><b> </b><b>Africa through iPhone</b>, progetto fotografico di <a target="_blank" href="http://www.stefanopesarelli.com/images/Africa_through_iPhone.html">Stefano Pesarelli</a>, che trovate&nbsp; nella sezione <a href="http://www.africawildtruck.com/it/around_awt/africa_through_iphone">AROUND AWT</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Per chi fosse a Londra, dal 29 Novembre al 3 Dicembre 2011, </b>suggeriamo la mostra di Phoneography presso <a href="http://maps.google.co.uk/maps?hl=en&amp;q=SW8+4BU&amp;gs_upl=1540l1540l0l2068l1l1l0l0l0l0l186l186l0.1l1l0&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;biw=1680&amp;bih=955&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hq=&amp;hnear=0x487605014af85155:0x1ecbe21360a28523,London+SW8+4BU&amp;gl=uk&amp;ei=bgbOTqyUOMjrOYmw-IwP&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;ct=image&amp;resnum=2&amp;ved=0CCkQ8gEwAQ">The Gallery on the Corner</a>,  Battersea Park, London, con le immagini vincitrici al concorso internazionale phoneography di <a href="http://createhive.org/exhibitors">CreativeHive</a> </p>
<p style="text-align: justify;">Una fotografia di Stefano di sar&agrave; esposta e messa all'asta il 2 dicembre per la raccolta fondi in favore di <a href="http://www.kidsco.org.uk/">Kids Company</a>. </p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Fri, 25 Nov 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/291]]></guid>
          
          
          
         </item>
         
         <item>
          <title><![CDATA[Africa Wild Truck e il turismo responsabile]]></title>
          <link><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/290]]></link>
          <description><![CDATA[
                              <img src="http://www.africawildtruck.com/upload/news/thumb_725.jpg" align="left" style="margin: 0 5px 5px 0;" />
          
          
          
          
          
          <p>Per confermare l&rsquo;impegno verso un&rsquo;idea di turismo in cui crediamo da anni, siamo lieti di essere parte dell&rsquo;AITR, Associazione italiana Turismo Responsabile. <br />
All&rsquo;interno del nostro sito, nella sezione <a href="http://www.africawildtruck.com/it/chi_siamo/ecoturismo">CHI SIAMO</a>  e <a href="http://www.africawildtruck.com/it/around_awt">AROUND AWT</a>   troverete (alcune) delle nostre attivit&agrave; legate all&rsquo;eco-turismo, consapevoli del fatto che riuscire ad incasellare un concetto cos&igrave; ampio e per certi versi sfuggente non &egrave; facile. <br />
Ci piace la definizione di turismo responsabile che &egrave; stata adottata dall'assemblea dall&rsquo;A.I.T.R. e soprattutto vediamo chiave una frase, l&rsquo;ultima.<br />
<br />
&quot;Il Turismo Responsabile opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunit&agrave; locali e viaggiatori.&quot;<br />
<br />
Sicuramente la parola &ldquo;interazione&quot; ha un ruolo chiave. Come pu&ograve; essere una interazione positiva? Come ci si riesce? Anni fa avevamo scritto un articolo: eccone qualche estratto che ci ha fatto riflettere. <br />
Sicuramente sono per noi temi aperti, in continuo divenire.</p>
<p><br />
<img border="0" style="margin: 0pt; padding: 0pt; display: block; width: 177px; height: 156px;" alt="" src="http://template.mc60sec.net/95f1dae6378cf77d35c482c11/MailDesingerTemplate-CC7C1639-EC08-4313-9C2D-8382A00B8145/image-1.jpg?AWSAccessKeyId=AKIAI7YXCMNRDP5M322Q&amp;Expires=1952526271&amp;Signature=W0I/AZWY8CME8NyhP/UX%2BiAORDs%3D" /><br />
A.I.T.R. <br />
Associazione Italiana <br />
Turismo Responsabile<br />
Sito web: <a href="http://aitr.org">aitr.org</a><br />
<a href="http://aitr.org/index.php?option=com_flexicontent&amp;view=items&amp;cid=209:soci-aitr&amp;id=859:africawildtruck-ltd-adventure-a-photo-travel-tour-operator&amp;Itemid=316&amp;lang=it">AfricaWildTruck su AITR</a><br />
<br />
<br />
<strong> Note dall&rsquo;Africa sul turismo responsabile</strong><br />
di Francesca Guazzo e Stefano Pesarelli, luglio 2009</p>
<p>&ldquo;<em>(&hellip;) L&rsquo;ottimizzazione dei minuti, dei secondi di viaggio, il passare da una meta ad un&rsquo;altra, da un parco ad un altro costringendo le guide a turni massacranti e a fare i salti mortali per organizzare tutto al massimo, in fretta, per far vivere a chi arriva qui quell&rsquo;emozione fugace che riempir&agrave; di qualche megabyte la scheda di memoria della macchina fotografica, il cercare qualche cosa da fare anche quando non c&rsquo;&egrave; nulla da fare: questo non &egrave; sostenibile per noi. Il far niente trasforma il solo sentire nell'ascoltare ed il guardare nel vedere. Quante ricchezze ed emozioni perdiamo nel nostro instancabile correre? A quanti dettagli, forme, immagini, soggetti rinunciamo passandovi accanto di fretta? Sprecare il tempo in Africa &egrave; fondamentale, i sensi si appropriano del mondo intorno a noi senza alcuna barriera. <br />
Quanto tempo sia giusto per un incontro non riusciamo a dirlo, ma spesso ci rendiamo conto che l&rsquo;incontro &egrave; troppo breve ed &egrave; facile che, da entrambe le parti, si tenda, ancora una volta, a cadere in facili clich&eacute;, associando il turista ad un uomo estremamente ricco e una persona del luogo ad una persona estremamente povera; per quanto ci &egrave; possibile cerchiamo di mostrare la realt&agrave; per quello che &egrave;, senza inseguire una foto o un pregiudizio, anche se le copertine dei cataloghi spesso mostrano le immagini che il turismo e il turista vuole ricercare nel viaggio. Ed ecco che quando si viene in Tanzania si vuole vedere un maasai vestito e agghindato come si &egrave; abituati ad immaginarlo e un safari &egrave; riuscito se si &egrave; avvistato almeno un leone, poco importa se la fortuna ci ha fatto incontrare un animale raro e in via d&rsquo;estinzione come ad esempio il licaone. Questo &egrave; molto avvilente e poco sostenibile. Ci piace pensare che chi viaggia sia contento anche di vedere i cambiamenti di questo continente; pi&ugrave; volte sentiamo la frase &ldquo;non sar&agrave; pi&ugrave; cos&igrave; tra dieci anni&rdquo;. Beh, non possiamo pensare che l&rsquo;Africa resti ferma a rappresentare quella nostra idea romantica di viaggio! Cos&igrave; come non possiamo credere che la cultura sia solo rappresentata da perline colorate e che sia vera solo se visualizziamo &ldquo;il diverso&rdquo; di fronte a noi. (&hellip;)&rdquo;</em> <a href="http://www.africawildtruck.com/it/news/novita_e_aggiornamenti/148">continua</a></p>
<p>&nbsp;</p>
          
          ]]></description>
          <pubDate><![CDATA[Mon, 21 Nov 2011 00:00:00 GMT+1]]></pubDate>
          <guid><![CDATA[http://www.africawildtruck.com/en/news/novita_e_aggiornamenti/290]]></guid>
          
          
          
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