Africa Wild Truck - Adventure & Photo Travel Tour Operator

DIARI DI VIAGGIO

Nella riserva di Mwabvi per i miei studi

di Valentina

Mi chiamo Valentina e sono una studentessa della Facoltà di lingue per la comunicazione internazionale di Sassari.

Durante il mese di ottobre ho vissuto un'esperienza unica presso la riserva di Mwabvi, nel sud del Malawi. Sono giunta in Africa grazie ad una borsa di studio universitaria che mi ha permesso di svolgere le ricerche per la tesi di laurea direttamente sul posto. Ho avuto pertanto la bellissima opportunità di conoscere e vivere in prima persona il lavoro che il Progetto Paw (Project African Wilderness) realizza giorno per giorno per conservare e proteggere questo territorio. ... continua

Il viaggio è stato lungo, ma lo rifarei di nuovo e con lo stesso entusiasmo con cui sono partita. Ad accogliermi alla base di Chipembere, ho trovato la famiglia Kerr, composta da: Barry, esperto di conservazione del territorio, Adele che si occupa della parte riguardante il marketing, le loro figlie Courtney e Kristen e la simpatica cagnetta Sasha.

Non appena giunta alla base, a sette ore di jeep da Lilongwe, ho avuto la sensazione di trovarmi in un posto fuori dal mondo, lontanissimo dalla società moderna. Questo luogo si raggiunge solo con il fuoristrada, percorrendo sentieri sterrati in mezzo alla vegetazione selvaggia e attraverso sperduti villaggi dove i bambini euforici, mi salutavano capanna dopo capanna. La base è composta di poche costruzioni e un accogliente dormitorio per i volontari come me con circa quattordici comodi posti letto. In questa grande stanza sono riuscita a trovare la mia intimità e a godere dei rumori della natura, grazie ai muri quasi interamente occupati dalle zanzariere, l'unica barriera che mi separava dall'esterno e che accompagnava alle mie orecchie ogni singolo suono dell'ambiente circostante. Mi trovavo distante anni luce dalla civilizzazione, dal caos assordante della modernità e da ogni cosa futile di cui sentiamo il bisogno incessante, ma di cui potremmo fare volentieri a meno. La bellezza di questo posto non è d'impatto immediato, né non ti sconvolge all'istante; è una bellezza differente, da contemplare adagio e senza fretta; ciò che mi ha affascinato della Riserva è stata l'opportunità di assaporare la quiete di uno spazio incontaminato e sapere che probabilmente tutto ciò è rimasto immutato nei secoli e ogni persona che vi giunge ha l'immensa fortuna di ammirarne l'essenza primordiale. La famiglia che risiede alla base è davvero ospitale e mi ha fatto sentire a casa in ogni momento; Barry è molto colto e avrei passato ore ad ascoltare i suoi racconti sulla Riserva e sui progetti che si possono portare avanti per preservarla, mentre Adele è una donna affabile, cordiale e dalla risata contagiosa e ha soddisfatto con un sorriso ogni mio singolo dubbio e richiesta riguardante le mie ricerche universitarie. A incorniciare questo gradevole quadretto, ci hanno pensato le loro due figlie; Courtney, un'adolescente dai modi gentili, dal carattere riservato e piacevole e Kristen, la bambina di undici anni più estroversa, spontanea e originale che io abbia mai conosciuto. Entrambe hanno riempito le mie giornate con i loro racconti, le loro risate e la loro sincera amicizia, che mi rimarrà impressa per sempre nella memoria.

Tra le attività che ho potuto osservare e documentare durante la mia permanenza a Mwabvi vi è l'attività di sostegno a favore degli orfani dei villaggi che circondano la riserva; il progetto Paw, infatti, non si esaurisce nella salvaguardia dell'ambiente, ma interviene anche a livello umanitario laddove ci siano bambini che a causa della perdita dei genitori si trovino in difficoltà. L'aspetto educazionale e di sostegno alle popolazioni è molto importante al fine di proteggere il territorio; solo insegnando ad esse quali benefici si ricavino dalla conservazione del territorio in cui vivono, si può assicurare un futuro ai loro figli e una totale salvaguardia della preziosa flora e fauna locali.

Nella Riserva inoltre è in fase di completamento un'area camping e un'area adibita ai lodges, in cui i visitatori possono sostare, nel pieno rispetto del territorio e contribuire pertanto a un possibile sviluppo eco-turistico della zona, indispensabile per trovare nuovi fondi per il progetto Paw. Nella costruzione di queste aree è stato coinvolto personale locale, in modo da portare dei benefici non solo alle loro famiglie, ma anche ai membri dei loro villaggi, grazie alla diffusione del sapere che accumulano in questa esperienza di lavoro.

Inoltre quando mi reco in un paese straniero, ciò che m'incuriosisce maggiormente è il lato umano e neppure durante questo mio incantevole soggiorno è mancato il contatto con la popolazione locale. La base di Chipembere è circondata da numerosi villaggi, per cui, socializzare con le persone non è difficile. Io e Kristen siamo riuscite a legare con molte donne e bambini, durante il periodo in cui andavamo ad aprire una fontana d'acqua dove le popolazioni del luogo si recano per lavarsi e per farne scorta. La prima impressione che sorge in mente davanti a queste persone è che, la comunicazione sarà difficile e ai limiti dell'impossibile, poiché parlano una lingua incomprensibile; ma è un errore, dopo pochi secondi, ti accorgi di quanto invece sia semplice e divertente rompere il ghiaccio e creare dei legami che vanno aldilà delle parole.

Grazie alle mie ricerche ho capito il meccanismo che sta alla base dell'organizzazione che porta avanti questo progetto e ho trovato tutto ciò molto utile al fine dei miei studi, poiché leggere le nozioni sui libri, è semplice e occupa poco tempo; ma recarsi sul posto, osservando e documentando con attenzione queste attività, è un'esperienza che ti arricchisce e ti fa assaporare il vero profumo di questa terra e ogni singolo minuto che le hai dedicato. Ho lasciato Chipembere con molta tristezza ma felice allo stesso tempo, per l'enorme soddisfazione e arricchimento personale che quest' avventura mi ha lasciato dentro l' anima.

Ma non finisce qui!!!

Per conoscere più a fondo l' Africa, i suoi usi e costumi, ho deciso di intraprendere una spedizione tra Malawi e Zambia con Stefano e Francesca, meglio conosciuti come "il boss e la bossa"! Quello che ho visto e vissuto non è spiegabile a parole, ma ci proverò elencando le meraviglie che mi sono trovata davanti: la natura selvaggia, la gente che non ha nulla da ridere ma è spesso felice e cordiale, i giochi con i bambini in cui mi divertivo quasi più io che loro, i safari diurni e la vista di animali visti solo in televisione o sui libri, la jeep impantanata nel nulla e il "simpatico" autista Fred, i leoni a pochi metri, gli elefanti che passavano tranquilli nel campeggio, un ippopotamo che durante la notte è inciampato nelle nostre tende, le malefiche iene che sbranavano un'antilope appena fregata a un leopardo, una scimmia che è venuta a darmi la mano; i safari notturni in cerca dei predatori, le nuotate al lago con i cavalloni, l'incontro con i lavoratori in immense e verdissime piantagioni di the, la prima pioggia della stagione e la rarissima grandine, la mia raccolta di insetti verdi nella foresta per socializzare con i bambini, le visite ai villaggi più sperduti, i viaggi infiniti in truck in mezzo al nulla. E ancora, la guerra di battute con i compagni di viaggio, la divisione in giovanotti (capitanati da me) e anzianotti (capitanati dal boss), la ricerca imperterrita da parte di Ivo della pietra mineraria che gli cambierà la vita e la pacatezza di Nadia nell' assisterlo; le incessanti battute di Anthony che davano colore a ogni discorso e la simpatia e compagnia di Stefania sino alle ore più tarde della notte (le 9), in qualità di uniche vere giovani che non volevano abbandonarsi al sonno come gli altri; il sorriso e la bontà di Lucia, mia compagna di tenda e di stanza, sempre mite e gradevole in ogni condizione fisica e ambientale; le risate "interne" di Leonardo, accompagnate da chiusure di occhi e orecchie e la mia ammirazione per il garbo e buone maniere di Evelina; la senilità senza speranza del mio fratello acquisito Marco e la sua ironia sempre gradita nonostante i miei attacchi; il rapporto amore e odio con il boss e il raggiungimento dell'ambito status di sua personale assistente fotografica, poiché è sempre meglio avere un giovane affianco quando l' età avanza; e infine le sveglie di Francesca, puntualissime cinque minuti dopo che eravamo già partiti, le mie due domande che fecero tornare a galla la nascita del suo amore per il boss e la sua simpatia, da cui spero il boss prima o poi possa attingere. Tutto ciò ha contribuito a rendere meraviglioso il mio viaggio in Africa; ogni volta che penserò a questo mese passato nel continente nero, non potrò che rallegrarmi e riscaldarmi il cuore con inestimabili ricordi.

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KENYA: respirare la libertà

di Mzungu

Domenica 16 Agosto 2009
Siamo arrivati a dar es salaam, con un po' di ritardo ma siamo a destinazione. Dico siamo perché ieri all'aeroporto del Cairo ho già avuto modo di presentarmi con Marco, Laura e Gianni e Elena e Paolo. All'aeroporto ci attendevano Stefano e Francesca con il loro truck arancione!!!
Appena però ho varcato la porta dell'aeroporto verso il mondo esterno è stato emozionante: ho avvertito quanto mi è mancata l'aria africana. Saliti sul truck l'unica cosa che ho voluto fare e affacciarmi alla finestra e guardare: le strade povere, la gente ferma ad aspettare o che si avvia al mercato, le donne con i secchi sopra la testa... movimenti, azioni di cui conosco solo la superficialità e non l'essenza.
Poi siamo saliti sul traghetto pieno zeppo di gente che ritornava dal mercato per raggiungere il nostro campeggio.
Ora però mi godo l'Oceano e la "folla di gente" che passeggia, gioca sulla spiaggia.
Prima di cenare abbiamo fatto il briefing e conosciuto SuKuru e gli altri partecipanti arrivati mano a mano.
Domani si parte per Lushoto. ... continua

Lunedì 17 Agosto - Martedì 18 Agosto 2009
Siamo arrivati a Lushoto, il viaggio è stato piuttosto lungo... quasi tutta la giornata!!! Ma io non l'ho trovato per niente stancante anzi... finalmente posso godermi il paesaggio... posso pensare senza distrazioni e posso raccogliermi. Comunque essendo arrivati tardi abbiamo solo cenato (zuppa buonissima) e siamo andati a nanna, non in tenda ma in camera. Io la divido con Francesca. Domattina come prima cosa andremo a visitare la scuola di Lushoto .. abbiamo portato un po' di cancelleria e dei palloni per i bimbi... non vedo l'ora di vederli...
Non riesco a dormire... il pensiero di essere qui mi rende troppo adrenalinica... dormire è una perdita di tempo!!
Dopo colazione siamo andati dai bambini, il tragitto è brevissimo... che belli ci aspettavano ed erano ovviamente gioiosi. Si gioiosi... loro la gioia ce l'hanno nel cuore!!
Nonostante vivano quella che per gli europei non è vita, possiedono questa qualità che è da imparare sebbene la superbia di certe persone vorrebbe togliergliela. Va beh!!
Con la loro divisa bianca blu, senza guardare l'abbinamento del vestitino con le scarpe... con il sacchetto nero al posto dello zaino firmato... che rabbia!!!
Meglio che cambio discorso...
Subito dopo abbiamo preso il box-lunch e siamo andati a fare una passeggiata di circa 9 km intorno ai monti Usambara. La passeggiata è stata veramente semplice. Per un breve tratto ho avuto la compagnia di un bambino del posto dagli occhi dolcissimi... abbiamo avvistato su un albero un black white colubus (si scrive così??) e un camaleonte endemico del posto.
Al ritorno dalla passeggiata abbiamo rincontrato i bambini della scuola che con il loro nuovo pallone volevano giocare con noi .. così la maggior parte dei maschietti più Elena in porta (bravissima!!) hanno giocato su un campo che sembrava più una collina... la maggior parte dei bambini giocavano scalzi e tiravano certe pallonate con quei piedini nudi che dava dell'incredibile. È stato troppo divertente... non è spiegabile!! Tutti ci siamo divertiti... e poi la squadra italiana si è fatta valere... ma quanto ci prendevano in giro... che forza.

Mercoledì 19 Agosto 2009
Mattinata un po' travagliata prima della partenza... batterie scaricare da caricare e ruota da gonfiare...
Lungo il tragitto per Arusha ci siamo fermati alla fabbrica di Sisal dove abbiamo anche pranzato. Ma la città che mi ha colpito è Moshi, distante dal Kilimangiaro circa 38 Km... non so perché ma l'ho trovata deliziosa.
Comunque al campeggio siamo arrivati tardi, abbiamo montato le tende, cenato, qualcuno non ha voluto aspettare la mattina per visitare il rettilario...

Giovedì 20 Agosto 2009
Dormire, mangiare che noia!!! Qui sono bisogni secondari, quello primario è respirare l'aria africana e vivere ogni secondo!!!
Ieri mentre il truck viaggiava e percorreva le strade, avevo la sensazione di assistere ad un film, ed io ne facevo parte. Poi mentre osservavo i villaggi, le case di fango e vedevo le persone vivere e muoversi in quell'ambiente mi si è stretto il cuore.
Perché le differenze umane sono così enormi? Non parlo della ricchezza esterna, ma di quella interiore: qui c'è una bellezza un'atteggiamento di vita inconcepibile x le nostre menti e il nostro cuore. Non vorrei cambiare nulla, vorrei ke tutto rimanesse così, perché le persone, questi luoghi non dovrebbero essere modificati o variati ma gli si dovrebbe aggiungere la qualità.
L'Africa è come il cuore di ogni uomo, ha i suoi difetti e pregi. Non è possibile cambiarla completamente ma puoi migliorarla!! È come se qualcuno volesse cambiarti .. è illogico!!
Va beh fra un po' dobbiamo partire per il Tarangire...
Ore 22 anche oggi è stata un giornata particolare... comunque siamo arrivati al Tarangire... molti hanno lo stomaco delicato... non mi era mai capitata una cosa del genere nei miei precedenti viaggi... io ovviamente tutto ok... niente mi può rovinare queste uniche due settimane qui.
Domani faremo il primo safari!!!

Venerdì 21 Agosto 2009
Sveglia 5.30!!!
Ieri sera prima di andare a dormire, seduti intorno al fuoco, abbiamo visto vicino alla tende una iena e un wild cat (specialmente gli occhi). Durante la notte qualche verso lo senti .. io paura non ne ho.
Strano, ma sento che questo è il posto dove non mi può accadere nulla. Sento più pericolo, ogni giorno nella mia vita quotidiana, spesso monotona e stagnante. Questo fa paura. Il non movimento del cuore, il continuare a vivere senza emozioni delle persone che ti stanno accanto questo è agghiacciante, e questo non sopporto.
Il safari è stato bellissimo, solo vedere il paesaggio è tanto, ma poi gli animali: gnu zebre elefanti, e il serpentario ke nei miei scorsi viaggi non avevo ancora visto... eccoli lì e non attraverso il freddo schermo di un televisore!!!
E i baobab, gli alberi "capovolti", così grandi e accoglienti.

Sabato 22 Agosto 2009
Oggi abbiamo fatto l'ultimo safari al Tarangire, dopodiché siamo partiti per il lake Manyara. L'Africa è una terra ke parla nel vero senso del termine. Gli animali con le loro orme e i loro escrementi segnano il passaggio della vita e della morte. È una terra, dove l'uomo non fa nulla (fortunatamente) e, dove solo la natura può raccontarsi a chi ha voglia di ascoltare e capire.
Il lake ManYara si presenta differente dal Tarangire... è proprio una foresta... mi aspetto che prima o poi compaia Tarzan... qui di baboon ce ne sono troppi per i miei gusti .. è l'unico animale di cui ho veramente paura!!
Partiamo subito per un safari... mamma che spettacolo... però non possiamo andare nei pressi del lago... i percorsi sono limitrofi e da lontano si vedono i fenicotteri. Uffa!!

Domenica 23 Agosto 2009
Stamattina sempre sveglia presto per fare un altro safari... svegliarsi così è meraviglioso!!! Ho fatto delle foto a dei paesaggi meravigliosi, l'ambientazione è molto particolare. Peccato che le foto non renderanno assolutamente quello che vedo.
Ma il tragitto dal lake ManYara verso KaratU non ne parliamo... mozzafiato. Colori intensi di verde e rosso, caldi, pieni, morbidi ma al contempo... intensi!!! Non c'è altro termine.
Stamattina mentre facevamo il safari guardavo le aquile e pensavo alla libertà. Sono gli animali per eccellenza che potrebbero andare dove meglio credono, non hanno barriere o limitazioni, eppure rimangono lì... sorvolano il loro territorio e non vogliono fuggire altrove. Questa è la libertà: capire cosa è meglio per te e scegliere di vivere senza rimpianti.
Domani un altro sogno si realizzerà... trovarsi nel posto in cui è stata girata la scena più bella del film "La mia africa"... è la scena più emozionante e toccante di tutto il film... il cratere Ngorongoro. L'unico neo è che non ci sarà Robert Redford che me lo farà visitare con l'aeroplano... ma sono sicura che sarà bellissimo comunque.
Sono contenta. Nessuno può capire l'emozione di fare un safari finchè non lo prova. Nessuno può capire che pace si assapora, il vento che ti colpisce la faccia e vedi passare il paesaggio come fosse un filmato. Le aperture del truck sono uno schermo aperto e vivente.

Lunedì 24 Agosto 2009
Mi sono svegliata nervosa ed emozionata. Tanto che mi viene da piangere. Le persone attorno a me non esistono... sono io e l'Africa. Sono qui e non vorrei essere in nessun altro posto. Il passato e il futuro non hanno importanza, non ha senso più nulla se non il presente. Io e la magnificenza, io e la grandezza. Io, il nulla... e sono nel tutto.
Comunque, ci siamo divisi in macchine e quindi eravamo più raccolti... sinceramente ho avuto un po' paura perché il tempo non prometteva per niente bene .. la nostra guida sosteneva che sarebbe cambiato... e difatti poi è stata una giornata magnifica... alla ricerca degli animali. Gruppi di leoni appisolati, gnu, zebre, una serie di volatili di cui non ricordo tutti i nomi, ippopotami... rinoceronti da lontano... e un paesaggio lunare superlativo.
Il ritorno è stato tragico... le lacrime e il silenzio hanno preso il sopravvento.

Martedì 25 Agosto 2009
Eccomi qua dopo un lunghissimo giorno di viaggio.
Sveglia ore 3 a.m.
Partenza ore 4 a.m. da KaratU con arrivo a Nairobi alle ore 19.00 p.m.
Stefano è stato bravissimo a guidare così tanto. Abbiamo preso tanta di quella polvere che la pelle e i capelli erano pesantissimi!!! Ovviamente c'è sempre qualcuno che si lamenta, ma fortunatamente il mio compagno di truck e vicino di tenda Marco non mi delude mai.
I malati di "stomaco" anche oggi sono presenti... insomma un viaggio anomalo.
Terminato con la zecca di Gianni, tolta prima di andare a cena. Cena superesagerata... perché come al solito le porzioni sono decise da Stefano che.... Esagera!!!
Prima di andare a nanna io e Francesca in stanza ci siamo spulciate da capo a piedi perché ancora un po' scosse dal ritrovamento di poche ore prima.

Mercoledì 26 Agosto 2009
Stamattina partire da Nairobi è stato come fuggire da un incubo: sarà stato anche l'effetto della giornata fredda e uggiosa, ma la città era inquietante. Vedere ciminiere di fabbriche in africa è illogico. Le persone negli autobus con gli sguardi tristi e non sorridenti come nei villaggi... mi ha fatto pensare agli sguardi che incontro tutti i giorni in metropolitana a Milano. Poi il freddo... meno male che avevo la copertina calda dell'Egypt air... che ha protetto me e Marco.
All'uscita della città il panorama è iniziato a cambiare e a ritornare quello accogliente che conosco.
Hanno rovinato un pezzo d'Africa [...] è come quando qualcuno entra nella tua vita e la sconvolge in peggio. Ti tocca un pezzo del tuo cuore, te lo macchia e rovina. Non hai avuto modo di proteggerlo perché non ti sei accorta che ti stavano facendo del male. Pensavi fosse entrato nella tua vita per arricchirti e invece ti ha lasciato sporcizia...
Per il resto il viaggio è trascorso piacevolmente... per strada abbiamo incrociato tanti masai avvolti nel canga rosso, la loro stoffa tipica. Io ho avuto modo di comprarne uno lungo la rift valley color Bluette...
Ma mentre scrivo sono qui... al masai mara .. seduta accanto alla mia tenda... Sukuru che lava le stoviglie di oggi, Fra & Ste con il masai che ci accompagnerà in questi giorni di safari che sistemano le cose in cucina, Edo che chiacchiera con Paolo .. tutto così pacifico come l'aria che respiriamo. Il sole sta tramontando .. il cielo è di un colore indescrivibile: azzuro che si mischia al blu tamponato dalle nuvole bianche. I colori accesi e vivi del giorno stanno facendo spazio alle tenebre... chissà se gli animali ci sorprenderanno anche stasera con la loro presenza?

Giovedì 27 Agosto 2009
Che bello stamattina sveglia alle 5.15 e via per il primo safari al masai mara.
È stato magnifico: leoni a tutto spiano, avvoltoi avventati su una carcassa abbandonata dai ghepardi costretti ad allontanarsi un po' dalla presenza dei volatili affamati e anche perché già soddisfatti del loro pranzetto. Che scena!! Io sono qui mentre accade tutto questo e ne faccio parte. Sono tutta sporca, impolverata, ma sento che non mi manca nulla.
Oggi pomeriggio è stato meglio della mattina: abbiamo addirittura visto, fotografato, seguito un serval. Lo abbiamo beccato mentre tentava di cacciare... difficile da avvistare, follia pura pensare di vederlo mentre caccia!!!! Poi il meraviglioso paesaggio del masai mara... e finalmente il leone maschio. Tutto meraviglioso... un sogno.
E poi il ritorno al tramonto, con l'aria che ti colpisce la faccia, gli animali che scappano al passaggio del truck e la luce del giorno che piano piano si spegne. Non sarei più scesa, non avrei più smesso come fosse una droga. Ho pianto al pensiero della disintossicazione al mio ritorno a casa.

Venerdì 28 Agosto 2009
Sveglia sempre presto (mai abbastanza presto!!) colazione veloce e subito sul truck per una full immersion. Mentre percorriamo la strada sterrata vediamo gonfiarsi le mongolfiere che sorvolano magicamente il cielo ancora assonato. Ci danno il buongiorno le guinea fowls e gli impala, ma non vogliono essere da meno le iene che ci fanno assistere al loro andirivieni per darsi il cambio nel mangiare una carcassa. Dopo poco un altro banchetto: quello degli avvoltoi .. ma la cosa spettacolare è della quantità di essi che sorvolano e planano sulla preda. Sono brutti ma la loro fase di atterraggio è di un'eleganza magnetica. E poi lo gnu che è solo accerchiato da 3 leopardi... noi lì come "uccellaci del malaugurio" in attesa di un attacco, che fortunatamente non avviene per il povero animale, perché è scaltro e non scappa per non farsi rincorrere... lezione di vita: mai scappare ma affrontare il problema.
Dopo pranzo... la migrazione degli gnu... io e la Targhetta non vedevamo l'ora. Sentire il rumore dell'acqua al passaggio degli animali, la polvere alzarsi e nascondere le figure, i suoni... c'è stato tutto questo .. ma ci sono stati anche gli stranieri maleducati e purtroppo il chiacchierio generale di molti... se avessi avuto la possibilità avrai incenerito tutti!!! Ma perché la gente non si rende conto che non è a casa con i pop corn a vedersi un film dove può mettere pausa e riprendere a rivedere quando vuole? Perché? Le cose passano e anche se avrai modo di ritornarci avranno delle sfumature diverse, più belle o più brutte poco importa... tutte sono particolari e diverse.
Grazie a Edo mi è passata l'arrabbiatura perché mi ha invitato ad andare con lui e il Edward (il masai) ed è stato bellissimo. A fine giornata ho avuto lo sguardo di un leone tutto per me che mi ha ricompensata, il suo bel faccione era tutto per me (mi illudo che lo fosse), con quelle labbra così morbide e quei denti così aguzzi...

Sabato 29 Agosto 2009
È da giorni che tentavamo di avvistare il leopardo. Cavolo!! Quest'anno ero partita con questo desiderio. E alla fine, dopo tanto cercare... si è fatto anzi si è fatta trovare appollaiata su un ramo. Si per me era femmina!!! Bella morbidosa... con quelle zampette penzolanti e quella coda magnetica come un pendolino. Annoiata ci guardava, si stiracchiava, sbadigliava, si riaddormentava... si è messa anche una zampa sotto il mento... la stessa posa che ho io mentre penso... e poi ad un certo punto si è alzata stanca di tutti noi (mi assomigliava troppo), è scesa dall'albero e se ne è andata... fantastica!!! Non mi piacete, mi avete stancato e me ne vado... sublime direi!!
Oggi è l'ultimo safari ..

Domenica 30 Agosto 2009
Mi sveglio e già sono un po' storta. Ricevo un messaggio che mi dice che non vedono l'ora che torni anche se sanno che vorrei rimanere qui. Ma qui io posso essere egoista: è la terra a cui tu non hai niente da offrire ma che ti dona tanto se tu apri le braccia pronta a raccogliere. Vieni nuda e a mani vuote e torni indietro carica e appagata. La bellezza in questo sta non nel prendere ciò che si vuole ma quello che lei vuole donarti.
Comunque la mattina prima di ripartire per Nairobi, visitiamo il villaggio masai di Edward. Abbiamo la possibilità di entrare nelle loro abitazioni e di assistere ad alcune loro danze.
Il viaggio per Nairobi è stato tranquillo. Ovviamente la cena non poteva essere da meno della volta precedente .. per la soddisfazione di Stefano, che è un patito dell'abbondanza!!!
Una cosa che mi ha colpito è stato che il locale rispetto all'altra volta era pieno di gente (forse perché la scorsa volta era un giorno feriale) e c'era la musica, rumore e molti che si sono messi a ballare. Infatti dopo che la maggior parte del nostro gruppo è andato a nanna, io e Marco ci siamo fermati perché dovevamo prendere il guestbook da Paolo e Sara e l'atmosfera si stava facendo più festosa, tanto che alcuni camerieri ci hanno invitato ad andare a ballare!!! Abbiamo rifiutato ma se non fossi così timida mi sarebbe piaciuto.

Grazie mia amata Africa

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Malawi-Tanzania: da Lilongwe a Dar Es Salaam

di Irene e Luca, viaggiatori

Da Lilongwe a Dar Es Salaam ci vogliono quasi 2 giorni, senza soste, di pullman, che parte dall'old town della capitale malawiana in mezzo al caos di vecchi rottami, venditori, passanti, polvere e puzza di bruciato; qui transitiamo solo per ritirare del legname in una segheria. È il punto di partenza e di arrivo per il nord e il sud del paese, per città come Zomba e Blantyre. Proprio l'altro ieri si parlava, con Stefano e Francesca, della moglie di Elson, che sarebbe arrivata con un pullman alle 4.00 di notte e si sarebbe fermata lì, nella città vecchia, nel buio della notte, ad aspettare il marito che l'andasse a prendere con la bicicletta da fuori città non prima della luce dell'alba. ... continua

L'AVVENTURA CHE MI PORTERO' SEMPRE NEL CUORE - Appunti di viaggio di ritorno dalla spedizione 29 in Zambia

di Nadia

Ad Aprile mi è capitato di incontrare una persona speciale, una persona con una malattia molto particolare e soprattutto molto contagiosa.
Un giorno questa persona mi ha chiesto di seguirla in un'avventura, un viaggio in un paese dove il tempo sembra essersi fermato e il confine fra sogno e realtà cessa di esistere... beh, ho deciso di partire ed è stato allora che sono stata contagiata dalla stessa malattia, l'unica da cui non si vorrebbe mai guarire…è stato allora che ho scoperto cosa fosse il "mal d'Africa". ... continua

E così il 24 aprile 2009, verso le 18:00, mi ritrovo all'aeroporto di Linate con un gruppo di 4 persone che non conosco, pronta a raggiungere la mia meta, Lilongwe, la capitale del Malawi.

Franco era partito una settimana prima per partecipare ad una missione anti-bracconaggio e io l'avrei raggiunto con il suo amico Fabio e altre tre ragazze. Ad aspettarci, dopo ben dodici ore di volo, c'erano Francesca e Stefano di Africa Wild Truck (un Tour Operator specializzato in viaggi di avventura) insieme a Franco e gli altri membri del gruppo con cui avrei stretto un rapporto fantastico.

Senza perdere troppo tempo, una volta organizzato il nostro mezzo di trasporto e l'attrezzatura necessaria ad allestire il campo base, il 26 aprile siamo partiti per il lungo trasferimento al South Luangwa National Park, luogo dove i miei sogni di bambina sarebbero diventati realtà.

Durante il trasferimento mi sono trovata a salutare folle di bambini bellissimi che correndo incontro al Truck gridavano eccitati. Ho scattato fotografie tentando di catturare la luce dei loro sguardi e la semplicità quasi sconcertante delle abitazioni in cui vivono e degli oggetti che utilizzano per ottenere dalla terra il sostentamento di cui hanno bisogno.

Una volta allestito il campo sulle rive del fiume Luangwa sono iniziati i nostri safari all'interno del parco. Un parco di 9050 Km quadrati nel cuore di una vegetazione ricchissima, dove tutto tace, solo la natura fa sentire la sua presenza con i suoi profumi, i suoi colori e le fantastiche creature che la abitano.

E li, durante i nostri safari, si sono materializzati davanti ai miei occhi, a volte a meno di tre o quattro metri di distanza, animali che da bambina mi divertivo ad emulare, affascinata dalla bellezza, dall'eleganza e dal mistero di esseri che sembravano allora irraggiungibili.

Branchi di elefanti, zebre, giraffe, puku, impala. Babbuini che litigano per il controllo del territorio rincorrendosi fra i frutti dei buffissimi Sausage Trees. Due giovani leoni maschi che riposano su un albero mentre la madre si rotola nell'erba alta come farebbe un qualsiasi gattino d'appartamento. Licaoni che si stirano e riposano all'ombra della fitta vegetazione mentre un'aquila urlatrice afferra un enorme pesce gatto e lo trascina nel fango della palude.
E poi lui, l'animale più elegante e misterioso del parco, difficile da trovare ma talmente bello da rimanere impresso nei miei occhi pieni di emozione…completamente abbandonato e rilassato sul ramo di un albero un bellissimo esemplare di leopardo riposa per niente disturbato dalla nostra presenza.

E mentre un tramonto rosso fuoco illumina la vallata con sfumature di colore mai viste prima, tutto mi appare come ovattato, fuori dal tempo, come in un sogno ad occhi aperti.
Una lacrima percorre il mio viso e in quel momento mi rendo conto di quanto questo mondo, che tutti chiamano "Africa", sia in grado di tatuarsi nel cuore di chi è capace di osservarlo, di sentirlo e di viverlo…mi rendo conto di quanto reale possa essere ciò che chiamiamo "mal d'Africa".

Questa è la mia avventura, l'avventura che mi porterò per sempre nel cuore e auguro a chiunque di poterla vivere come l'ho vissuta io.

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ZAMBIA: ''sulle tracce dei Licaoni'' - Resoconto del Photographic Workshop in Zambia

di Federico Veronesi

La fine della stagione delle piogge nel South Luangwa NP, in Zambia, e' il periodo migliore per vedere branchi di licaoni. Con questo obiettivo Francesca e Stefano di Africa Wild Truck, un tour operator specializzato in viaggi di avventura e fotografici, mi ha invitato ad unirmi a loro per condurre un workshop fotografico dedicato a trovare e fotografare questi rari e affascinanti animali. Dodici persone hanno partecipato al viaggio. Ci siamo incontrati tutti a Lilongwe, la capitale del Malawi, dove ha sede Africa Wild Truck, e il giorno dopo siamo partiti per il lungo trasferimento al South Luangwa NP. Abbiamo allestito il campo sulle rive del fiume Luangwa, pieno d'acqua dopo le abbondanti piogge appena terminate...

Il South Luangwa NP e' un enorme parco, 9050 Km. quadrati, nel cuore di un ricco ecosistema. La vegetazione e' composta principalmente di Mopane e foreste di Miombo che ricoprono le colline circostanti, ma ci sono anche maestosi Baobab e Sausage Trees dove durante le ore calde della giornata si sdraiano i leopardi...

Complessivamente un fantastico safari, ma il nostro scopo era incontrare i licaoni. E' stato durante il terzo giorno di safari, mentre stavamo perlustrando l'area ... continua

Zambia e Malawi: l 'incontro con un popolo tra le verdi colline del tè

di Irene e Luca, viaggiatori

Diario di viaggio di Irene e Luca, con AfricaWildTruck e la Nikon School Travel di Edoardo Agresti in Zambia e Malawi

Sbarchiamo a Lilongwe dopo diverse ore di volo, e i soliti scioperi e ritardi dei trasporti italiani… questa volta con noi, ci sono Lorenzo e Marco partiti insieme da Parma, poi Sarit, Anny, Laura ... continua

Nikon School Travel di ritorno dall'Africa. Filosofia di un workshop fotografico con Edoardo Agresti

di Edoardo Agresti

La fotografia come memoria del tempo, la fotografia come modo di essere, la fotografia come esercizio della mente e del cuore, la fotografia: un'autobiografia scritta con la luce! Traccia 4, dall'album the best of Zambia Hits. Una musica africana, un ritmo scandito da forti percussioni, una voce corale che accompagna una melodia ripetuta, pause che introducono o chiudono una stessa strofa musicale. Insomma un susseguirsi di note sempre suonate nella stessa successione. Traccia 5: cambiano le parole, almeno così mi sembra, ma il ritmo resta lo stesso. Nella musica africana si rispecchia il vivere dell'Africa o almeno di questa parte d'Africa dove anno dopo anno tutto si ripete nella stessa sequenza come se il tempo avesse perso il suo scorrere naturale e, confuso nel suo incedere diverso, fosse rimasto ancorato a un eterno passato. Il tempo scorre e fluisce e solo la morte riesce ad afferrarlo qui, dove le tradizioni e le gesta delle genti sembrano sospese in un tempo indefinito, questa affermazione di Henry Cartier Bresson viene clamorosamente smentita. ... continua

Finalmente l'Africa

di Irene e Luca, viaggiatori

Diario di viaggio di Irene e Luca, con AfricaWildTruck in Tanzania del Sud

Dopo numerose sere passate davanti agli spettacolari documentari del National Geographics, a sognare e immaginare di vivere quell'atmosfera magica degli scenari africani ... continua

Mozambico

di Edoardo Agresti, Nikon School Travel

Diario di viaggio di Edoardo Agresti, fotografo professionista NPS e fotografo ufficiale Nikon School Travel di ritorno dal nord del Mozambico, un workshop di fotografia realizzato con Africa Wild Truck

Eccomi nuovamente davanti al "foglio" bianco di un computer, nel tentativo di raccontare, ancora una volta, un'incredibile esperienza. Sono stato indeciso fino all'ultimo se scrivere a caldo quello che stavamo vivendo oppure lasciar passare un po' di tempo sedimentando così la giostra di emozioni in cui ci siamo imbattuti ... continua

2 ottobre, eccoci in Kenya!

di Edoardo Agresti, Nikon School Travel

Diario di viaggio di Edoardo Agresti, fotografo professionista NPS e fotografo ufficiale Nikon School Travel di ritorno dal lago Turkana in Kenya, un workshop di fotografia realizzato con Africa Wild Truck

2 Ottobre, eccoci in Kenya! Stefano e Francesca sorridenti come al solito, ci accolgono con un caldo abbraccio all'aeroporto di Nairobi. Sono contento di partire per questa nuova avventura africana. Il truck arancione è lì, pronto alla sfida con le terribili strade keniote. Ricordo l'effetto che mi fece l'anno passato quando lo vidi per la prima volta: imponente, aggressivo, maestoso. Rivedo emozioni simili negli occhi dei "nuovi" partecipanti. Un'ammirazione mista a sorpresa per quel mezzo che ci dovrà trasportare per oltre 20 giorni e che diventerà la nostra seconda casa viaggiante ... continua

Nairobi Airport

di Stefano Pesarelli e Francesca, Africa Wild Truck

ogni riferimento a luoghi, cose o persone e' assolutamente casuale!

20:45 atterriamo al Jomo Kenyatta Airport, Nairobi. Siamo in transito per Lilongwe, il volo è per domattina, meglio trovare un posto per dormire. Francesca chiede se sia meglio fare il riconoscimento bagagli.
In genere non c’è bisogno, ma a Nairobi è consuetudine ... continua

Lilongwe, aspettando Shukuru

di Stefano Pesarelli e Francesca, Africa Wild Truck

Abbiamo ancora le batterie in carica: quando la corrente sara' tra tutti noi proveremo a far ripartire il truck. La scheda gsm con il numero del Malawi funziona perfettamente. La roboante pubblicita' della signorina Cel-Tel sull'opuscolo della carta, annuncia con un sorriso che e' possibile fare la connessione a internet con il proprio telefono cellulare o addirittura con un computer. Allora le cose qui in Malawi stanno davvero cambiando. Un palazzo del parlamento nuovo di pacca ed una connessione a internet in ogni luogo, wow! Tutte cose utili per il Paese e la popolazione. I costi non sono poi cosi' esosi per le ... continua

Fate qualcosa: non fate nulla!

di Stefano Pesarelli e Francesca, Africa Wild Truck

La sveglia arriva con la luce del sole, con gli uccelli che fischiettando si lanciano con mille evoluzioni da un'acacia ad un mango. Sfrecciano rapidi e non si scontrano mai. Qualcuno lo riconosco, tutti gli altri sono sconosciuti. La temperatura fuori dal letto non è proprio quella che desidereresti, ma con un piccolo sforzo ti dici: è ora. Non capisco il perché: è ora di fare cosa? Pensieri troppo complicati per esprimersi in minuti così difficili. Apro la zanzariera e in un attimo scendo dal letto. Mi butto addosso quello che ho lasciato la sera, sperando che il topo non si sia mangiato dei pezzi di camicia, che lo scoiattolo non abbia trascinato i boxer sul tetto, così, solo per gioco. L'aria fredda in faccia sveglia le ultime parti del corpo che avevano tardato a farlo. Accendo il bollitore per il caffè. La spia rossa ... continua

La magnifica Luangwa Valley

di Francesca, Africa Wild Truck

Sto bevendo un tè affacciata sugli Zomba plateau che mi regalano un panorama davvero mozzafiato; un momento perfetto per ricordare i giorni appena trascorsi nel South Luangwa national park, in Zambia. La strada per la Luangwa Valley ha sempre qualcosa di magico, saranno gli scorci, sarà quella interminabile pista di terra rossa, sarà forse il sapere di entrare in un luogo ‘sacro’ in cui gli animali semplicemente vivono, si riproducono e muoiono, sarà perché da queste parti la globalizzazione fatica ad imporsi. Beh, riconosco che non riesco ad immaginare una strada asfaltata in cui camion carichi di gente e di merci sfrecciano veloci, tra strombazzate e musiche ad alto ... continua

Un walking safari da soli, nel bush

di Francesca, Africa Wild Truck

La sveglia suona a vuoto alle 6 del mattino: siamo tutti pronti, non vediamo l'ora! Andrew ci spiega che cos' è un walking safari…non è la prima volta, ma lo ascoltiamo con attenzione. Andrew è molto sintetico: 'walking safari is not a competition. We’ll walk in line. If we see animals you'll wait for my instruction. Question? No, ok. We go.' Ma…Andrew, aspetta un attimo!!…non mi sono ancora organizzata….va bene, in fondo ho con me il mio sesto senso, possiamo andare! Ci allontaniamo sempre più dalla macchina. Siamo su una piana aperta, da soli, nel bush. Se è vero che c'era un paradiso allora doveva essere così, penso. Gli impala che brucano l'erba, le giraffe che camminano con quella loro ... continua

Bangula, svoltando per Thyolo

di Stefano Pesarelli, Africa Wild Truck

Ora ne siamo certi, esiste una sola strada per Bangula! Ma facciamo un passo indietro. Abbiamo appena trascorso le ultime due notti a Zomba, prima capitale del Malawi, dopo un trekking sugli Zomba Plateau. Per colazione provo a regalarmi un piccolo piacere: il burro. Alla semplice domanda: ' have you butter? ' scandendo bene 'butter', vedo negli occhi del cameriere un misto di paura e imbarazzo. Ripeto meglio la domanda, due volte, spiegando che non volevo la margarina, ma, se c'era, il burro. Il terrore dilaga ... continua

Dal confine con la Tanzania a Lilongwe, in Malawi

di Stefano Pesarelli, Africa Wild Truck

Entrare in Malawi via terra dalla Tanzania è una caduta verticale senza fine che spiazza i nostri sensi. Da Mbeya, dopo aver affrontato le ripide salite degli altopiani, tra bananeti e piccole piantagioni di tè, in meno di 60 km scivoliamo per 2000 m sulle rive del fiume Songwe che divide naturalmente i due paesi. 01 Finite le formalità d’uscita a Kasumulu sul confine tanzaniano, la porta d’ingresso per il Malawi porta proprio il nome del fiume: Songwe. Gli uffici in genere rimangono chiusi tra le 22:00 e le 7:00 e trascorrere la notte "in terra di nessuno" non è sempre un’esperienza simpatica. L'impatto con il Malawi è ... continua

Hai viaggiato con Africa Wild Truck e hai scritto un diario di viaggio?
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